Bando “click day” e fondi esauriti in 90 minuti
Il bando dell’assessorato regionale alle Infrastrutture, guidato da Alessandro Aricò, prevedeva l’assegnazione delle risorse secondo il meccanismo del “click day”: i fondi venivano attribuiti in ordine cronologico di presentazione delle domande, fino a esaurimento.
L’intera dotazione è stata assegnata in circa novanta minuti. Un dato che ha sollevato forti perplessità, anche alla luce dei tempi record con cui alcuni comuni hanno trasmesso le istanze: in alcuni casi bastati pochi minuti dall’apertura del portale per completare procedure complesse, che richiedono compilazione, firma digitale e invio tramite PEC.
Di fronte a queste anomalie ho sollevato pubblicamente il caso, evidenziando come tempistiche così ristrette appaiano difficilmente compatibili con la complessità tecnica richiesta dal bando.
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di criticità: tra i comuni beneficiari figurano in larga parte amministrazioni riconducibili al centrodestra o legate a esponenti della maggioranza.
Per fare piena chiarezza ho presentato un esposto in Procura, trasmettendo tutta la documentazione raccolta. L’obiettivo è verificare eventuali disparità di trattamento o possibili irregolarità nella gestione della procedura.
Al di là dei singoli casi, il tema è più ampio: il meccanismo del “click day” applicato ai fondi pubblici rischia di premiare la rapidità, o la conoscenza anticipata delle procedure, invece della qualità dei progetti, creando evidenti disparità tra i territori.
Per questo è necessario rivedere profondamente questi strumenti, introducendo criteri trasparenti e oggettivi che garantiscano pari opportunità a tutti i comuni.
