DEFR, basta fondi distribuiti senza criteri e promesse rimaste sulla carta
Nel corso della discussione sul DEFR ho espresso le ragioni del mio voto contrario, evidenziando le criticità che continuano a caratterizzare la programmazione economica della Regione.
Già in Commissione è emersa una situazione preoccupante: la maggioranza era spesso assente e la documentazione presentata dagli assessorati si è rivelata estremamente disomogenea, con alcuni dipartimenti che hanno prodotto relazioni approfondite e altri che hanno trasmesso poche pagine prive di un reale contenuto programmatorio.
Ho inoltre ricordato uno degli impegni più importanti assunti nel precedente DEFR e rimasto ancora senza seguito: la realizzazione del secondo traghetto per le isole minori, una commessa da oltre 300 milioni di euro destinata al Cantiere Navale di Palermo e strategica per il futuro dello stabilimento e dei suoi lavoratori.
Particolarmente grave è poi il metodo con cui continuano a essere distribuite le risorse ai Comuni. Negli ultimi anni centinaia di milioni di euro sono stati assegnati attraverso strumenti che, pur cambiando nome, ripropongono una logica discrezionale già ampiamente criticata. Il risultato è una distribuzione profondamente squilibrata: alcuni Comuni non hanno ricevuto alcun finanziamento, mentre altri, con una popolazione molto più ridotta, hanno ottenuto risorse di gran lunga superiori.
Proprio per fare piena luce su alcune anomalie riscontrate nell’assegnazione di questi fondi, ho presentato un esposto alla Procura di Palermo, chiedendo di verificare le coincidenze emerse tra alcuni Comuni beneficiari e vicende che coinvolgono esponenti politici e amministrativi.
Le risorse pubbliche devono essere assegnate secondo criteri oggettivi, trasparenti e verificabili. Solo così si possono garantire pari opportunità ai territori e restituire credibilità alle istituzioni, superando definitivamente la logica delle cosiddette “mance” e dei finanziamenti discrezionali.
