A pochi minuti dall’inizio della seduta durante la quale verrà votata la mozione di sfiducia al Presidente della Regione Schifani, è giunta la notizia della richiesta di rinvio a giudizio per corruzione per il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno. Secondo l’accusa, Galvagno e la sua portavoce “sistematicamente sviavano e sottomettevano le proprie funzioni pubblicistiche agli interessi privatistici” degli imprenditori coinvolti. Questa frase, al netto dell’esito del procedimento penale, è l’emblema del fallimento di questo centrodestra. Sono persone che operano solo pensando al proprio tornaconto elettorale. Ogni azione è pensata solo per garantire la propria permanenza al potere. L’interesse della Sicilia è del tutto residuale, un orpello da ostentare in qualche convegno o durante l’inaugurazione di turno.
Oggi sicuramente la mozione di sfiducia non passerà ma la legislatura è già ugualmente finita. Vivacchieranno nella gestione degli affari loro, per massimizzare il risultato personale alle prossime elezioni.
Spetterà ai siciliani decidere a chi fare governare la Sicilia. Se dovesse vincere ancora una volta il centrodestra si manderebbe un messaggio devastante: questa terra si rassegnerebbe al clientelismo. Ma sono convinto che non accadrà.
