Nomine IACP: tre fatti che raccontano il metodo del governo Schifani
La vicenda delle nomine nei Consigli di amministrazione degli IACP solleva interrogativi che meritano chiarezza.
Primo fatto. La legge prevede che uno dei componenti rappresenti gli inquilini degli alloggi popolari, sulla base delle indicazioni delle loro organizzazioni sindacali. Eppure, tra i nominati figurano esponenti o persone vicine ai partiti della maggioranza. In audizione, i sindacati hanno dichiarato di non aver indicato quei nominativi e di non riconoscerli come propri rappresentanti.
Secondo fatto. Dopo cinque mesi di richieste, l’assessore Aricò ha trasmesso la documentazione. Dagli atti emerge che quattro degli otto nominativi sono stati indicati da Federcasa, associazione che rappresenta gli enti gestori delle case popolari e non gli inquilini. Per questo ho presentato un esposto alla Corte dei conti.
Terzo fatto. Pochi giorni dopo, lo stesso Assessorato ha pubblicato un avviso di soli sette giorni (cinque dei quali festivi) per una consulenza da circa 140 mila euro. Ha partecipato un solo soggetto, aggiudicandosi l’incarico con un ribasso del 2%: proprio Federcasa.
Sono fatti documentati. Ed è su questi che continueremo a chiedere trasparenza.
