Riqualificazione foce del fiume Oreto
SITUAZIONE INIZIALE (2018) & STATO ATTUALE (2026)
Lungo la costa sud di Palermo si estende una vasta area nel cui cuore è presente la foce del fiume Oreto, ultimo corso d’acqua della città. Da anni comitati di cittadini e associazioni locali combattono diverse battaglie allo scopo di ottenere un intervento di rinaturalizzazione del tratto di costa di via Messina Marine per garantire una fruizione sicura e sostenibile dell’importante foce e per ripristinare il suo naturale contesto ambientale. Allo stato attuale l’area versa in uno stato di degrado e abbandono essendosi trasformata negli anni in una vera e propria discarica. Nel 2021 siamo riusciti ad ottenere il finanziamento di 12 milioni per la riqualificazione della foce, poi inserito nel PNRR. Purtroppo per ben due volte il Governo Meloni e la Giunta Lagalla hanno definanziato l’opera che al momento si trova priva di copertura.
OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE
DOVE VERRÀ REALIZZATO L’INTERVENTO
STATO DI AVANZAMENTO
Riqualificazione della foce del fiume Oreto
APPROFONDIMENTI
L’impegno per ottenere il finanziamento
Nel marzo 2021, insieme al consigliere comunale Antonino Randazzo, abbiamo riportato all’attenzione dell’Amministrazione comunale alcuni interventi che potevano essere candidati ai finanziamenti nazionali per la rigenerazione urbana, tra cui il progetto per la riqualificazione della foce del fiume Oreto.
Nel giugno dello stesso anno sono intervenuto sul Governo nazionale per ottenere una proroga dei termini di presentazione delle domande, necessaria a superare un problema amministrativo che avrebbe impedito al Comune di Palermo di partecipare al bando. Ottenuta la proroga, facendo seguito a quanto da noi proposto, il Comune ha candidato anche il progetto della foce dell’Oreto, per un importo complessivo di 12 milioni di euro, comprendendo, su nostro input, anche l’abbattimento dell’ecomostro dell’ex Tiro a segno e il recupero dell’area. Nel dicembre 2021 il finanziamento è stato ottenuto.
La denuncia dei ritardi e il pressing per salvare le risorse
Nel maggio 2023, abbiamo constatato il ritardo accumulato nell’iter amministrativo e il rischio concreto che non si riuscisse ad aggiudicare i lavori entro il termine nazionale previsto. Non si trattava di una scadenza imposta dall’Unione europea, ma di un termine fissato dalla normativa italiana e quindi modificabile dal Governo.
Per questa ragione, insieme alla senatrice Dolores Bevilacqua, abbiamo denunciato pubblicamente il rischio di perdere oltre 60 milioni di euro destinati a Palermo e siamo intervenuti con interrogazioni parlamentari ed emendamenti per chiedere una proroga. Ho inoltre scritto all’Amministrazione comunale e, attraverso il gruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale, abbiamo sollecitato il Comune ad attivarsi nei confronti del Governo nazionale. Avevamo quindi segnalato per tempo sia al Comune, responsabile dell’avanzamento amministrativo dell’opera, sia al Governo nazionale, che aveva fissato una scadenza non prevista dagli impegni europei, il rischio concreto di compromettere il finanziamento.
Nel dicembre 2023, il Governo ha approvato una revisione del PNRR, prevedendo lo spostamento dell’intervento fuori dal Piano e garantendone la copertura attraverso risorse nazionali.
Il nuovo rischio di definanziamento e la copertura sul PN Metro Plus
Successivamente il Governo nazionale ha subordinato il mantenimento delle risorse alla stipula del contratto di affidamento dei lavori entro il 30 giugno 2025, mettendo nuovamente a rischio il finanziamento degli interventi in ritardo.
Nel dicembre 2024, ho denunciato pubblicamente il rischio che Palermo perdesse nuovamente i finanziamenti destinati alla foce dell’Oreto, all’approdo di Vergine Maria e a Villa Turrisi. Il Comune ha quindi comunicato di avere ricollocato questi interventi su una diversa fonte di finanziamento, il PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027, assicurando in quella fase una nuova copertura al progetto della foce dell’Oreto. La soluzione individuata non cancellava però il problema originario: per salvaguardare l’opera era stato necessario sostituire la precedente copertura finanziaria con risorse di un’altra programmazione.
Il nuovo rischio sulla copertura finanziaria e gli atti per salvaguardare l’opera
A distanza di poco più di un anno, però, la vicenda si è ripetuta. Nel marzo 2026, attraverso il lavoro di verifica portato avanti insieme al consigliere comunale Antonino Randazzo, è emerso che la riduzione delle risorse del PN Metro Plus aveva nuovamente messo in discussione la copertura finanziaria di importanti interventi, tra cui la riqualificazione della foce dell’Oreto.
Nello stesso mese, abbiamo quindi presentato un’interrogazione urgente per fare chiarezza sul rischio di definanziamento e sulla mancata copertura di una parte degli interventi del PN Metro Plus, denunciando pubblicamente il taglio di circa 30 milioni di euro che coinvolgeva, tra gli altri, la foce dell’Oreto e il recupero dell’approdo di Vergine Maria.
Nel maggio 2026, come Movimento 5 Stelle, abbiamo depositato un atto parlamentare alla Camera per chiedere al Governo di rispettare l’impegno assunto e ripristinare le risorse sottratte. Parallelamente abbiamo continuato a chiedere al Comune la documentazione relativa alle interlocuzioni con il Governo e all’effettiva copertura degli interventi. Dalle carte acquisite è emerso che, nonostante il problema fosse noto da mesi, il confronto tra Comune e Governo nazionale non aveva ancora prodotto una soluzione capace di garantire la copertura finanziaria degli interventi. Una situazione ancora più difficile da comprendere considerando che Comune e Governo nazionale sono espressione della stessa maggioranza politica.
L’ennesima battaglia per salvare l’opera
Il 24 luglio 2026 un decreto interministeriale ha formalizzato la revoca della precedente copertura nazionale degli interventi di rigenerazione urbana che non avevano rispettato i termini previsti. Per Palermo sono risultati coinvolti circa 20 milioni di euro, tra cui i 12 milioni originariamente destinati alla riqualificazione della foce dell’Oreto.
Pochi giorni dopo, il 3 agosto, la Regione ha concluso positivamente il procedimento ambientale del progetto e il giorno successivo ha annunciato pubblicamente il via libera alla riqualificazione della foce dell’Oreto, senza alcun riferimento alla revoca del finanziamento già disposta dal Governo nazionale. Si è così determinata una situazione paradossale: mentre l’iter autorizzativo dell’opera raggiungeva un passaggio fondamentale, veniva meno la copertura finanziaria necessaria alla sua realizzazione.
Nello stesso mese, ho denunciato pubblicamente l’ennesimo definanziamento e la necessità di recuperare immediatamente le risorse. A seguito delle nostre denunce, il Sindaco ha annunciato l’individuazione di una nuova soluzione finanziaria, indicando per la foce dell’Oreto le risorse del nuovo Piano Nazionale per le Politiche Urbane.
L’annuncio dovrà adesso tradursi nella formale assegnazione delle risorse. L’eventuale nuova copertura, infatti, non cambia il dato di fondo: un’opera già finanziata ha visto venire meno nel tempo diverse coperture e oggi è nuovamente necessario reperire risorse per poterla realizzare. Continueremo quindi a monitorare il percorso fino al definitivo rifinanziamento e all’avvio dell’opera.
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