Il mio intervento all’ARS contro i contributi a pioggia
Durante il mio intervento sulla pregiudiziale all’Assemblea Regionale Siciliana ho voluto ricordare all’Aula un principio fondamentale sancito dalla giurisprudenza: la Corte costituzionale ha chiarito che la mancanza di criteri oggettivi e trasparenti nella scelta dei beneficiari dei contributi pubblici contrasta apertamente con l’articolo 3 della Costituzione.
La cosa più clamorosa è l’autore di queste parole: non provengono da un deputato di opposizione, ma sono state scritte meno di un anno fa dallo stesso presidente dell’ARS Gaetano Galvagno in una nota ufficiale indirizzata a tutti i parlamentari e ai capigruppo. I profili di illegittimità costituzionale delle manovre finanziarie portate avanti a Sala d’Ercole, e in particolare dell’articolo 122, non sono dunque una semplice contestazione politica del Movimento 5 Stelle, bensì un dato giuridico messo nero su bianco dai vertici stessi dell’Assemblea.
In Commissione eravamo riusciti a far approvare una norma equa che avrebbe finalmente garantito risorse certe a tutti i Comuni della Sicilia, con una tutela specifica per i centri più piccoli. Quell’emendamento è stato puntualmente stralciato in Commissione Bilancio, preferendo riesumare il vecchio meccanismo delle mance a pioggia. Una scelta miope che calpesta l’equità tra i territori e ripropone quella stessa tipologia di finanziamenti discrezionali che continua a provocare inchieste giudiziarie a carico di esponenti politici della maggioranza. Continueremo a denunciare questa gestione opaca: i soldi dei siciliani appartengono a tutte le comunità, non agli amici del potere.
