Analisi sui fondi regionali ai Comuni siciliani (2023-25)

Premessa

Nei primi tre anni di legislatura regionale del Governo Schifani, con riferimento all’approvazione di norme di tipo finanziario da parte dell’Assemblea regionale, è stato impostato un metodo di lavoro basato sull’attribuzione diretta di finanziamenti a specifici Comuni mediante il quale sono stati finora attribuiti poco meno di 200 milioni di euro.

La presente analisi è funzionale a valutare il risultato che tale modus operandi ha generato in termini di equità nella ripartizione delle risorse tra i singoli Comuni siciliani. A tal fine sono state estrapolate dalle leggi finanziarie (inclusi collegati e variazioni con competenza fino al 2025) tutte le norme che hanno previsto uno specifico Comune beneficiario (o enti ad esso collegati), comparando gli importi complessivi tra classi di enti omogenei tra loro per fascia di popolazione.

Nei grafici sottostanti sono rappresentati, per ciascuna fascia di popolazione, i 5 Comuni con finanziamenti più elevati, i 5 con finanziamenti più bassi e la media tra tutti i Comuni della medesima fascia.

Finanziamenti ai singoli Comuni
per fasce di popolazione

Esito dell’analisi

Nella fascia fino a 5.000 abitanti emergono incredibili anomalie con il Comune di Maletto che, con poco più di 3.500 abitanti, ha ottenuto circa 2,5 milioni di euro (di cui 1,5 milioni per interventi su strade e sulla Rocca Castello e i restanti su interventi connessi alla promozione turistica). Se i quasi 2 milioni di euro attribuiti a Mazzarrà Sant’Andrea possono essere giustificati con la presenza della discarica (a cui sono finalizzate la stragrande maggioranza delle risorse), così come quello stanziati per Gibellina sono motivati dalla nomina a “Capitale dell’arte contemporanea 2026”, altrettanto non può dirsi per i Comuni di Aidone (4.200 ab.) con 1,7 milioni circa di finanziamenti dedicati, San Cono che supera il milione e mezzo con 2.400 abitanti, Santa Domenica Vittoria che ha ottenuto 1,4 milioni di euro coi suoi soli 800 abitanti, insieme a Ragalna e Roccalumera. Per comprendere quanto tali importi risultino sproporzionati basti pensare che il valore medio del contributo ricevuto tra i 212 Comuni con meno di 5.000 abitanti risulta pari a poco più di € 310.000. Addirittura, 25 Comuni hanno ricevuto importi tra 30 e 50.000 euro. Del tutto peculiare il caso di Siculiana che sembra non abbia ricevuto alcun contributo diretto dal 2023 ad oggi.

Per ciò che riguarda i 71 Comuni nella fascia tra 5.001 e 10.000 abitanti il valore medio del contributo sale a circa € 480.000, con picchi di oltre 2 milioni di euro per Brolo e Militello Val di Catania e tra 1,2 milioni e 1,5 milioni Comuni quali Regalbuto, Campobello di Licata, Valguarnera Caropepe e Casteltermini. In coda San Giuseppe Jato e Mussomeli con meno di 50.000 euro.

Nella fascia tra 10.001 e 20.000 abitanti Ribera ha raccolto contributi dedicati per oltre 3,2 milioni di euro, rispetto ad un valore medio tra i 54 Comuni di € 740.000. Seguono Riposto (2,9 milioni), Palagonia (2,6), Ramacca (2,4) e Melilli (2,2). Priolo riceve solo 80.000 euro.

39 sono i Comuni della fascia tra 20 e 50 mila abitanti con un contributo medio di 1,1 milioni di euro. In questo caso spiccano Licata con oltre 4 milioni di euro di finanziamenti, Comiso (3,5 milioni), Belpasso (3 milioni), Paternò (2,6) e Monreale (2,5). Alcamo coi suoi 44.000 abitanti (tra le più popolose della fascia considerata) ha invece ricevuto soltanto € 141.000.

Tra le 11 città medio-grandi, fino a 100.000 abitanti, si trova il valore picco di oltre 6 milioni di euro per Agrigento, il cui importo però risulta motivato quasi esclusivamente dai contributi attribuiti trasversalmente dall’Assemblea Regionale per il riconoscimento di capitale della cultura 2025. Per il resto tra i 2,5 e 3,5 milioni si trovano Ragusa, Acireale, Modica, Gela e Vittoria, con Mazara del Vallo fanalino di coda con 180.000 euro, ben distante rispetto alla media di 2,3 milioni di euro.

Infine le 4 città più popolose: Palermo con 5,7 milioni di euro, Messina 3 milioni di euro, Catania 2,3 milioni di euro (nonostante abbia 80.000 abitanti in più di Messina) e Siracusa 1,6 milioni di euro.

Ritengo che una riflessione sia doverosa se i cittadini di Maletto abbiano ricevuto 714 euro di contributo pro capite mentre quelli di Bolognetta oltre 100 volte meno (7 euro). Appare un evidente fuori scala che 5 Comuni (Maletto, Aidone, San Cono, Santa Domenica Vitttoria, Roccalumera o Ragalna) con oltre 8,5 milioni di euro per 15.000 abitanti totali abbiano inciso su questo budget dedicato come 5 capoluoghi di provincia (Siracusa, Trapani, Enna, Caltanissetta, Catania) che contano oltre mezzo milione di abitanti. I contributi dedicati possono, e aggiungerei devono, essere uno strumento per colmare alcuni gap o affrontare situazioni emergenziali o priorità ma vanno motivati – come sancito dalla Corte costituzionale – e, soprattutto, non possono essere l’unico motore di qualsiasi azione legislativa di tipo finanziario dell’Assemblea Regionale Siciliana. Perché purtroppo a questo sembriamo giunti.

Considerazione finale

Spero che questi dati possano avviare una riflessione anche in vista dei prossimi appuntamenti di bilancio. Come gruppo Movimento 5 Stelle, abbiamo da tempo depositato una proposta di legge a mia prima firma, denominata “Fondo piccole opere infrastrutturali”, che richiama l’esperienza dei Governi Conte. In quell’occasione furono istituiti fondi pluriennali attribuiti a tutti i Comuni per fasce di popolazione, permettendo agli enti di programmare e intervenire senza creare disparità. Siamo convinti che questo sia il modello che dovrebbe prevalere nell’attribuzione delle risorse disponibili del bilancio regionale e continueremo a proporlo in ogni contesto parlamentare possibile.

Tutti i finanziamenti
per singoli Comuni

**Agrigento:gran parte dei finanziamenti trae origine dalla nomina della città a Capitale Italiana della Cultura nel 2025 da parte del Ministero della Cultura.
*Gibellina: i finanziamenti sono in gran parte legati alla nomina come “Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2026”.