Trasparenza e criteri: in Aula per fermare norme opache e discrezionali
Nei mesi scorsi ho svolto un’analisi approfondita sui contributi assegnati ai Comuni siciliani. I dati mostrano una disparità evidente: alcuni Comuni hanno ricevuto fino a 2 milioni di euro, altri nulla. In diversi casi, tra i beneficiari figurano enti oggi coinvolti in indagini sulla pubblica amministrazione. Non esiste alcuna correlazione automatica, ma in un contesto così delicato lasciare 54 milioni di euro senza criteri oggettivi espone il sistema a pressioni, opacità e rischi evidenti.
Per questo ho chiesto che la norma venga corretta. Da mesi riceviamo rassicurazioni, ma la modifica annunciata non è ancora arrivata.
Ho poi richiamato l’attenzione sulla norma sul bollo auto inserita in Finanziaria: una disposizione che presenta forti analogie con quella dello scorso anno, poi stralciata perché ritenuta “ad personam”. Oggi quella impostazione riemerge sotto una nuova forma, con passaggi ambigui che sollevano più di un dubbio.
Ho inoltre segnalato un’altra norma contenuta nella Finanziaria, finalizzata al sostegno circoscritto di singole realtà economiche. Anche in questo caso il problema è lo stesso: gli aiuti pubblici non possono essere selettivi né discrezionali, ma devono rispondere a criteri generali, trasparenti e verificabili.
Dopo gli scandali degli ultimi mesi, questa impostazione va fermata. Le norme opache e clientelari vanno stralciate. La Regione ha il dovere di ristabilire regole chiare e credibili nell’uso delle risorse pubbliche, nell’interesse della Sicilia e dei suoi cittadini.

