La norma anti-trasformismo del M5S per togliere ruoli e indennità a chi cambia partito

Il fenomeno del trasformismo parlamentare e del cambio di casacca all’Assemblea Regionale Siciliana ha raggiunto livelli non più tollerabili, alimentando un mercato della politica che svilisce il voto dei cittadini. Per porre un freno a questa deriva, il Movimento 5 Stelle ha depositato a inizio legislatura una specifica proposta di modifica regolamentare, firmata dalle colleghe Cristina Cimminisi e Martina Ardizzone, che punta a disincentivare chi cambia bandiera unicamente per convenienza personale o sete di incarichi.

Il principio alla base della norma è lineare ed etico: chi cambia partito deve lasciare le poltrone. Nello specifico, chiunque rivesta ruoli all’interno dell’Ufficio di Presidenza dell’ARS o negli uffici di presidenza delle Commissioni parlamentari nel momento in cui decide di abbandonare la propria forza politica decade immediatamente dalla carica, perdendo le funzioni istituzionali e le relative indennità economiche aggiuntive.

Non è accettabile che incarichi di garanzia e di rappresentanza, ottenuti grazie ai voti e al peso del gruppo con cui si è stati eletti, vengano trattenuti come bottino personale per negoziare passaggi in maggioranza o in altre formazioni. Prima di cambiare casacca, ciascun deputato deve sapere che non potrà portare con sé privilegi e poltrone conquistate con i voti degli elettori. È una questione di serietà, trasparenza e rispetto per le istituzioni democratiche che continueremo a portare avanti fino al voto in Aula.