Nuova ombra sul centrodestra siciliano con l’arresto per corruzione dell’ex capo di gabinetto dell’assessore Aricò

Nuova ombra sul centrodestra siciliano con l’arresto per corruzione dell’ex capo di gabinetto dell’assessore Aricò

L’arresto per corruzione del dirigente della Motorizzazione di Palermo, Angelo Pizzuto, apre un nuovo e preoccupante capitolo sulle dinamiche di potere nella nostra Regione. Parliamo di una figura che fino a pochi mesi fa rappresentava una presenza costante nella Commissione parlamentare di cui sono componente, intervenendo nel ruolo di capo di gabinetto dell’Assessore regionale alle Infrastrutture di Fratelli d’Italia, Alessandro Aricò.

Nel corso del tempo ha sempre destato forti perplessità l’enorme quantità di ruoli di primo piano e incarichi fiduciari che gli venivano attribuiti in maniera cumulativa: presidente di AMG Gas, dirigente della Motorizzazione civile, capo di gabinetto dell’Assessorato regionale e presidente dell’ACI Palermo. Un vero e proprio accentramento di poltrone e responsabilità, tanto che la stampa locale segnalava appena pochi giorni fa la volontà dei vertici di Fratelli d’Italia di confermare in blocco la propria squadra di fedelissimi, compreso lo stesso Pizzuto, da sempre vicinissimo all’assessore Aricò.

Di fronte all’azione penale il rispetto per le istituzioni impone la massima prudenza: lasciamo alla magistratura il compito di approfondire i fatti e svolgere le proprie verifiche e all’indagato il diritto di difendersi in sede processuale. Resta tuttavia un dato politico ineludibile e amaro, ovvero l’ennesima nube che si addensa sulla gestione della cosa pubblica in Sicilia e sui metodi con cui il centrodestra seleziona, accentra e distribuisce potere e incarichi strategici nell’amministrazione regionale.