Referendum sulla giustizia: vince il NO

Il NO ha prevalso. In Sicilia e a Palermo in particolare il dato è stato mortificante per chi ha proposto la riforma: 2 elettori su 3 si sono recati al seggio per sconfessare il centrodestra.
Pensavano di modificare la Costituzione a maggioranza, senza confronto in Parlamento, con arroganza.
La stessa arroganza, abbinata a delirio di onnipotenza (e senso di impunità) che ha caratterizzato a tutti i livelli questo centrodestra nel periodo tra la fine del 2022 e il 2025.
Da questo nascono tutte le vicende giudiziarie regionali più recenti: da Cuffaro a Galvagno, solo per citare quelle più note a livello regionale. Ed è indifferente l’esito penale delle stesse: i fatti che emergono lasciano intravedere l’approccio clientelare e spartitorio che anima questo centrodestra. Un approccio che non servirà mai alla Sicilia mentre risulta molto utile a chi deve farsi rieleggere e a chi, attorno, deve vivere della vicinanza al potere.
Dopo tutto la verità ce l’ha raccontata il deputato di Fratelli d’Italia che, a chiusura campagna referendaria, ha chiesto una mobilitazione clientelare per convincere le persone a votare SI.
Ci aspetta un anno intenso con una sfida difficilissima: elaborare proposte di governo a tutti i livelli che siano a servizio dei cittadini.