Quell’intercettazione nell’inchiesta Armao svela il patto clientelare che soffoca la Sicilia
C’è una frase, pronunciata da un navigato imprenditore intercettato nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria su Gaetano Armao, che riassume in modo crudo e disarmante l’architettura su cui si fonda buona parte del consenso elettorale e della cosiddetta “attività politica” di troppi soggetti in questa regione: «Li abbiamo votati e se ne fottono».
In queste poche parole è condensato il cuore marcio del voto di scambio e del clientelismo sistematico. Si viene eletti non per realizzare una visione, per far funzionare gli ospedali, per mettere in sicurezza le strade o per offrire opportunità ai giovani, ma esclusivamente per tutelare e soddisfare i micro-interessi particolari di chi ha garantito pacchetti di voti. In cambio si pretendono favoritismi, canali privilegiati, incarichi, consulenze o corsie preferenziali, arrivando a piegare l’interesse dell’intera collettività a vantaggio di pochi singoli. Fosse anche soltanto per ottenere la riparazione della buca sotto casa come concessione feudale e non come diritto di cittadinanza.
A chi alimenta questo circuito non interessa minimamente se il politico di turno non lavora, se è incompetente, se sperpera le risorse pubbliche o se si ritrova indagato, rinviato a giudizio o persino condannato per reati gravissimi, compresi quelli di mafia. Si tratta di un mero baratto utilitaristico.
Il paradosso più drammatico è che quando i cittadini onesti, nauseati da queste dinamiche, decidono di disertare le urne, il peso specifico di queste truppe cammellate cresce in modo esponenziale. L’astensionismo finisce per fare il gioco proprio di chi vive di clientele e consorterie.
Non possiamo più permetterci di restare alla finestra indignati ma inermi. Ciascuno di noi deve compiere una seria riflessione e fare la propria parte nei prossimi mesi per scardinare questo modello di gestione del potere, mobilitando energie sane e costruendo un’alternativa fondata sulla dignità, sulla legalità e sui diritti di tutti i siciliani.

