Basta mance e favoritismi: la Sicilia merita una gestione equa delle risorse

Sono stato ospite negli scorsi giorni a RadioTime, dove ci siamo confrontati sulle recenti vicende giudiziarie che hanno scosso la politica siciliana. Si tratta di  vicente che sono il sintomo di un sistema malato che dobbiamo scardinare una volta per tutte. Quando leggiamo di arresti e indagini che coinvolgono trasversalmente le forze di maggioranza che sostengono il governo Schifani per reati contro la pubblica amministrazione, non possiamo limitarci all’indignazione. Dobbiamo guardare alla radice del problema: il modo in cui viene gestito il denaro dei siciliani.

Per troppo tempo, la distribuzione dei fondi pubblici in Sicilia è stata utilizzata come uno strumento di consenso elettorale: le risorse vengono assegnate non a chi ne ha più bisogno in base a criteri oggettivi, ma ai comuni “amici” dei deputati di maggioranza.

È una logica che trovo umiliante per le istituzioni e per i cittadini. Un Sindaco non dovrebbe essere costretto a “elemosinare” un intervento per la propria comunità nel corridoio di un palazzo, sperando nella benevolenza di un deputato.

Come opposizione, abbiamo deciso di dire basta. In occasione delle ultime variazioni di bilancio, siamo riusciti a presentare emendamenti compatti che hanno bloccato questa deriva clientelare. Come Movimento 5 Stelle proponiamo che i soldi siano distribuiti a tutti i comuni siciliani seguendo criteri trasparenti e oggettivi.

Siamo riusciti a fermare queste pratiche già negli ultimi tre strumenti di bilancio. È un segnale forte, ma è solo l’inizio. Continueremo a vigilare affinché ogni euro pubblico sia speso per il bene comune e non per alimentare carriere politiche o sistemi di potere.

La Sicilia non ha bisogno di deputati che distribuiscono mance, ma di amministratori che garantiscano diritti.