Traghetto green a Palermo: facciamo chiarezza su fondi, rischi e secondo investimento

Mentre Schifani si vanta della realizzazione del primo traghetto green al cantiere navale di Palermo con un finanziamento regionale, risulta essere doveresa una precisazione: il finanziamento complessivo di circa 140 milioni di euro non nasce, infatti, con l’attuale governo regionale.
Le risorse sono state stanziate in due fasi dai governi nazionali precedenti: una prima tranche nel 2018 con il governo Gentiloni e una seconda nel 2019 con il governo Conte.

È importante dirlo con chiarezza: il progetto esiste grazie a quelle scelte.

Nel 2023 si è sfiorato un errore grave. Il Governo Schifani stava per consentire che la realizzazione del traghetto venisse affidata al cantiere di Castellammare di Stabia. Solo grazie a una nostra interrogazione e alla denuncia della FIOM si è riusciti a far emergere la questione e a ottenere un cambio di rotta. Il risultato? Il traghetto è stato costruito a Palermo, salvaguardando lavoro, competenze e indotto locale.

Oggi la partita si gioca sul secondo traghetto.
L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato all’unanimità la richiesta di fondi al Governo nazionale, ma finora non è arrivata alcuna risposta.

Per questo stiamo lavorando su un percorso alternativo: utilizzare i FSC (Fondi Sviluppo e Coesione) per finanziare la seconda nave e garantire che venga realizzata ancora una volta a Palermo e per cui abbiamo già fatto inserire un ordine del giorno nella finanziaria 2026 per rafforzare questo impegno.

Si tratta di politica industriale, occupazione qualificata, continuità produttiva per i Cantieri Navali e credibilità istituzionale.

Anche il secondo traghetto deve essere realizzato in Sicilia. E su questo continueremo a vigilare.