Rifiuti radioattivi: qualche chiarimento

Tra ieri e stamattina ho letto di tutto sulla proposta di carta nazionale dei siti idonei ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Media e politici che attaccano il Governo denunciando di voler trasformare la Sicilia in una discarica di rifiuti radioattivi. Innanzitutto mi fa sorridere che alcuni di quelli che si stanno stracciando le vesti nelle ultime 24 ore sono gli stessi che volevano il ritorno all’energia nucleare in Italia e che hanno visto abrogare le loro norme col referendum del 2011: Lega nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia (allora uniti nella Casa delle libertà), autonomisti ex MPA. Ma procediamo per ordine con qualche chiarimento.

A COSA SERVE IL DEPOSITO NAZIONALE

I rifiuti radioattivi, che si producono ogni giorno, sono reagenti farmaceutici, diagnostica e terapie nucleari, radiografie industriali, ceneri di carbone, teste di parafulmine e persino i rilevatori di fumo che lampeggiano sul soffitto. Ad oggi, in assenza del deposito nazionale e del polo tecnologico, sono stoccati in depositi temporanei – e poco sicuri – in giro per l’Italia (Sicilia inclusa).

Cito il Sole 24 ore di oggi: “La carta è stata tenuta nascosta dal 2015 per non suscitare le allergie sociali e le infiammazioni politiche delle località candidate a ospitare il deposito”.
LA SCELTA DEL SITO AVVERRÀ DIETRO CANDIDATURA VOLONTARIA
Come previsto dall’art. 27 del d.lgs. 31 del 2010, adesso gli enti locali e i soggetti portatori di interessi potranno inviare le proprie osservazioni sulla proposta di lista di siti idonei. Dopo di ciò si terrà un seminario nazionale durante il quale verranno approfonditi tutti gli aspetti relativi alla realizzazione di questo polo tecnologico/deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. A seguito di questo percorso verrà predisposta e approvata una lista definitiva dei siti idonei e a quel punto le Regioni e gli enti locali delle aree idonee potranno comunicare il proprio interesse ad ospitare il deposito.
CHI HA PREDISPOSTO QUESTA PROPOSTA, QUANDO E SU QUALI CRITERI
La proposta di carta di siti idonei è stata predisposta, come previsto dalla legge, dalla Sogin spa che è la società statale responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi. La proposta si basa su linee guida e criteri stabiliti dall’Agenzia internazionale dell’energia nucleare e dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo locale sostenibile (ENEA). Tra i quasi 70 siti sono già stati individuati 12 siti nel Viterbese e in Piemonte ritenuti con caratteristiche più adeguate rispetto agli altri.